La percezione di prezzo e di valore.

Pubblicato il 02/07/2012 da Alessandro in Generale
La percezione di prezzo e di valore.

Come facciamo di solito ad attribuire ad un prodotto l’etichetta “caro come il fuoco” piuttosto che “è quasi regalato”? Troppe volte secondo me è solo questione di percezione, spesso sbagliata come quella di molte aziende nei confronti dei costi dell’istruzione per i dipendenti o che i privati hanno per partecipare a dei corsi di formazione. Facciamo un esempio di cosa intendo per percezione di prezzo e di valore: in Italia sono stati venduti milioni di Iphone ad un prezzo medio superiore ai 500 euro…chi li ha comprati? Solo chi guadagna 3000 euro al mese o i cosiddetti figli di papà? Oppure si sono messi in fila nei centri commerciali anche e soprattutto quelli che fanno fatica ad arrivare alla quarta settimana del mese, perché hanno un posto di lavoro precario con uno stipendio da 800 euro o, peggio ancora, da chi lo stipendio non lo ha proprio? E poi, una volta acquistato il telefonino alla moda, bisognerà pur ricaricarlo visto che ovunque si vedono persone che passano ore ed ore a parlare di cose spesso futili con coloro che dopo poche ore incontreranno di persona. Mi è capitato sul treno che mi portava da Milano a Cesena, di avere di fronte una ragazza che appena partiti ha chiamato l’amica che avrebbe dovuto andarla a prendere alla stazione, e dopo 4 ore di viaggio se l’è trovata fuori dal finestrino che la salutava facendo un gesto con una mano mentre nell’altra aveva il telefonino con la chiamata iniziata a Milano! "Ma quanto spenderà solo di ricariche", ricordo di essermi chiesto. E se alla stessa ragazza che nella sua, diciamo, "lunghetta" conversazione diceva in continuazione all’amica che non riusciva a trovare un posto di lavoro “decente” e che gli offrivano principalmente i “soliti lavori di vendita”, avessi detto che potevo proporle un corso fatto su misura per lei, proprio sull’arte del vendere al costo di 300 euro, mi domando, come avrebbe reagito? Quei 300 euro che bastano appena a comprare un buon telefono ma non di certo l’ Iphone, quanto gli sarebbero pesati? Li avrebbe mai spesi per investire sul suo futuro? Quanti dubbi, pregiudizi e pensieri negativi avrebbe dovuto vincere per decidere di investire del denaro in istruzione? Ecco perché all’inizio parlavo di percezione, e non trovo giusto che si giudichi “caro” a prescindere dalla qualità e dai contenuti, un corso che a differenza di tanti oggetti che ci riempiono le case, riesce sempre ad arricchire la vita di chi vi ha partecipato lasciando talvolta una traccia talmente profonda da cambiare radicalmente la vita: a me all’età di 21 anni è capitato e ringrazio Steve Jobs di aver pensato all’Iphone solo 20 anni dopo! Alessandro Pozzi

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Questo articolo è stato scritto da Alessandro

Alessandro

Nei primi vent'anni della mia vita ho sofferto molto per la mia timidezza, pagandone un prezzo molto alto. Poi sul mio percorso ho trovato un nuovo lavoro che mi ha cambiato la vita e catapultato nel mondo delle pubbliche relazioni. Oggi addirittura, quando parlo in pubblico, prediligo la vasta platea definendomi un "animale" da palco. La vendita è stata per me una grande palestra e maestra di vita aprendomi le porte dell'insegnamento e del coaching. In cosa sento di avere una marcia in più? Sicuramente nel saper ascoltare e nel comunicare in modo semplice ed estremamente pratico.

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