Zona di Comfort, cos'è?

Zona di Comfort, cos'è?

Ammettiamolo, siamo veramente a nostro agio solo nella zona di comfort.

Si sa, le situazioni facili hanno su di noi un’attrattiva ed un fascino molto più potenti di quanto noi stessi siamo disposti ad ammettere.
L’essere umano, quindi,  tende ad evitare situazioni scomode che lo mettano in discussione ed a fuggire da tutto ciò che è eccessivamente nuovo perché, in questi casi, si ha una minore possibilità di controllo e temiamo di non padroneggiare gli eventi, incorrendo nel pericolo di sbagliare, essere feriti ed umiliati, sia nei confronti di noi stessi che di fronte agli altri.

Il termine zona di comfort deriva proprio da quel senso di benessere che proviamo al suo interno, di tranquillità ed appagamento. In quest’ambito, in cui conosciamo e sappiamo tutto, ci comportiamo in modo sicuro e tutto ci appare come naturale, ci sentiamo al sicuro.
Qui siamo consapevoli delle nostre capacità e dei nostri punti di forza.
Mia moglie, ex agonista di nuoto, per esempio, nuota come una sirena in piscina ma teme le profondità del mare (mi sembra di aver letto capiti anche alla Pellegrini). Oppure conosco imprenditori che nella loro azienda, con dipendenti e fornitori, sono come capitani coraggiosi sulla prua della nave, mentre dietro ad un palchetto con davanti 10 sconosciuti, a malapena riescono ad intavolare un discorso sensato.

Si parla invece di zona di apprendimento quando siamo in una situazione che non conosciamo completamente e con la quale non abbiamo dimestichezza, ma ciò nonostante vogliamo comunque entrarvi  in relazione.
Questa zona richiede coraggio e forza di volontà, perché solo alla fine del tunnel si vede la luce.
Apprendere significa innanzitutto uscire dalla propria zona di confort.

La crescita personale e professionale richiedono sempre di affrontare qualche disagio o rischio. Una volta mi dissero che l’essere umano di oggi sarà necessariamente diverso da quello di ieri: o si progredisce o si regredisce. Per regredire basta stare fermi, è un operazione semiautomatica.
Per progredire dobbiamo invece protenderci in avanti, rischiare, andare oltre le nostre paure, una su tutti quella del fallimento. Quando invece il disagio dell’incertezza e delle varie paure (di fallire, di non riuscire, di sbagliare) diventa per noi troppo grande ed incontrollabile, si entra in una vera e propria zona di stress.
Affrontare questa sfida potrebbe significare rischiare troppo. Qui, in questa zona, non possiamo apprendere perché rimaniamo paralizzati e, quindi, frustrati. Si preferisce la tranquilla e sicura immobilità.

E' proprio qui, invece, che possiamo migliorare, che dobbiamo decidere di cambiare. E’ qui che dobbiamo gettare il cuore oltre la sbarra, è proprio in questi momenti che dobbiamo farci trascinare dalla motivazione, guardando al nuovo con gli stessi occhi incantati di un bambino che guarda il mangiafuoco.

Bisogna andare al di fuori della zona di comfort, andare oltre la paura di non riuscirci, perché il fallimento  è solo una delle 2 possibilità.
L’altra è il Successo, zona molto più confortevole.

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Questo articolo è stato scritto da Ramon

Ramon

Mi occupo di Comunicazione a forte vocazione commerciale, Web Marketing e adoro partorire "progetti". Ho creato due società: Verdelite, l'unica agenzia web in Italia specializzata in servizi per gli Ortoflorovivaisti e Kompresa, che offre servizi di consulenza per aziende che vogliono migliorare la loro comunicazione, fuori e dentro l'azienda, e che cercano un partner per lo sviluppo commerciale.

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